La nosografia classica inserisce la depressione tra i disturbi dell’umore. Il modello strategico, basandosi su una ricerca –intervento costantemente in evoluzione, definisce depresso chi fa la VITTIMA, RINUNCIA, DELEGA o PRETENDE.

- Fa la vittima di se stesso, degli altri e del mondo lamentandosi continuamente delle proprie disgrazie;

- Rinuncia a svolgere attività quotidiane ricreative, lavorative o ludiche, chiudendosi in una sorta di bozzolo protettivo che mano a mano la imprigiona;

- Delega , quando possibile, ad altri lo svolgimento delle proprie attività, o pretende che gli altri le assolvano adducendo come alibi il proprio stato.

 Spesso, si assiste all’instaurarsi di un meccanismo di relazione perverso con il sistema familiare, per cui la persona depressa da vittima diviene il primo aguzzino non solo di se stesso ma anche dei propri cari che vengono così tenuti in ostaggio dal disturbo. Nella maggioranza dei casi la depressione è reattiva ad una situazione effettivamente drammatica, come lutti, traumi o abbandoni che la persona non riesce a superare, oppure all’incapacità della stessa di superare un altro problema e/o disturbo: mi illudo, mi deludo, mi deprimo. In quest’ultimo caso, è necessario riconoscere la problematica sottostante e intervenire su di essa per risolvere definitivamente lo stato di malessere della persona.

 

La Terapia Breve Strategica, utilizzando la stessa logica di funzionamento del problema, va a rompere il circolo vizioso che incatena la persona al disturbo, per poi farla divenire consapevole dei meccanismi disfunzionali di mantenimento del problema, fino alla sua totale risoluzione. L’intervento può comprendere anche la famiglia in relazione alle necessità di volta in volta valutate, a seconda del grado di coinvolgimento della stessa nel problema.

 

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