Alla base delle differenti tipologie di disturbo sessuale si possono riscontrare, da un punto di vista di formazione e mantenimento del problema, le seguenti tentate soluzioni:

 

a) una ricerca deliberata di sensazioni e/o di reazioni che dovrebbero essere spontanee che crea un vero e proprio paradosso psicofisiologico, per cui più si cerca di procurarsi le sensazioni/prestazioni desiderate, meno le si riesce a sperimentare. Si tratta di una problematica, nelle sue diverse varianti, che sempre più è rappresentativa di una realtà sociale dominata dalla necessità di controllo. Non è un caso che tali problematiche siano in costante aumento, coinvolgendo una popolazione sempre più giovane di età, essendo l’atto sessuale o comunque tutti i comportamenti e gli atteggiamenti che si inseriscono in un rapporto intimo la massima espressione dell’abbandono del controllo; un abbandono che nella nostra realtà si fa difficoltà a realizzare. Di qui la tendenza a insistere in modalità di ricerca del piacere che obbedendo a una richiesta volontaria diviene ossessiva e sempre più rigida, fino a che la persona cade nella trappola dalla quale fa difficoltà ad uscire. La richiesta di comprensione e di aiuto al partner rappresenta poi l’ultimo tassello del puzzle che rende spesso necessario l’intervento di un esperto per aiutare la coppia a evitare di cadere da una spirale dalla quale altrimenti uscirebbe, ammesso che ne esca, massacrata.

b) l’evitamento di sensazioni e/o di reazioni non ricercate e non desiderate, per esempio nel caso di impulsi verso una modalità di esprimere la sessualità ritenuta non convenzionale, pensando di non riuscire a resistere altrimenti a ciò che si ritiene perturbante in senso negativo. Il problema, in questi casi, consiste nel fatto che per inibire un comportamento o una sensazione volontariamente è necessario pensarlo e, se lo si pensa, avviene inevitabilmente un’attivazione neuroendocrina che si traduce in un’eccitazione sessuale che una volta attivata non si riesce a frenare. Tutto ciò dunque che si fa per evitare le sensazioni temute le rende ancora più desiderabili.

 

I disturbi sessuali di più frequente osservazione clinica sono :

a)

- difficoltà o disturbo di erezione: ricorrente o persistente impossibilità del soggetto di sesso maschile a raggiungere e/o mantenere un'erezione sufficiente a condurre un rapporto soddisfacente, in assenza di patologia organica o di abuso di alcool;

- eiaculazione precoce: ricorrente o persistente verificarsi dell’eiaculazione in seguito a minimale stimolazione sessuale prima, durante o poco dopo la penetrazione fino a che questa diviene impraticabile;

- vaginismo: spasmo involontario del terzo esterno della vagina che interferisce con il rapporto sessuale creando notevole disagio/dolore durante la penetrazione, fino a che questa diviene impraticabile:

- disturbi del desiderio: calo del desiderio (desiderio sessuale ipoattivo), o totale assenza di desiderio (disturbo da avversione sessuale). Il primo porta all’evitamento dei rapporti sessuali, mentre il secondo all’evitamento di qualsiasi contatto con un partner sessuale (può avere alla base un trauma o una fobia);

- disturbo dell’orgasmo maschile e femminile: ricorrente o persistente assenza (nella donna), ritardo o assenza (nell’uomo) dell’orgasmo dopo una fase di eccitazione normale;

- disturbo dell’eccitazione sessuale femminile: incapacità di raggiungere o di mantenere una risposta adeguata di eccitazione fino al termine del rapporto sessuale che determina assente o insufficiente lubrificazione e tumescenza dei genitali;

b)

- parafilie: l’eccitazione viene stimolata da fantasie o da comportamenti fuori dalla norma, con forte disagio personale e/o sociale.

 

La Terapia Breve Strategica, utilizzando la stessa logica di funzionamento del problema, va a rompere il circolo vizioso che incatena la persona al disturbo, per poi farla divenire consapevole dei meccanismi disfunzionali di mantenimento del problema, fino alla sua totale risoluzione.

L’intervento può necessitare o meno del coinvolgimento del partner in relazione alle necessità di volta in volta valutate.

 

Letture consigliate:

-       Nardone, G., Rampin, M. (2005), “La mente contro la natura”, Ponte alle Grazie, Milano